ESTATE 2012: It was fifty years ago today…

UNSPECIFIED - JANUARY 01: Photo of Beach Boys (Photo by Michael Ochs Archives/Getty Images)

Parlare del cinquantesimo compleanno dei Beach Boys, uno dei gruppi più amati ed influenti della storia del Rock, è una cosa…da non sapere da che parte iniziare! Come mio costume, quindi, evito di scrivere cose che potete reperire facilmente a colpi di click e vi racconterò del mio amore incondizionato per il combo di Brian “the genius” Wilson.

Come la stragrande maggioranza dei miei connazionali, per così dire, fino al 1990 circa di loro sapevo solo che erano stati fautori di una lunga teoria di hit-fotocopia nella prima metà dei ’60 le cui giocose atmosfere armoniche ricordavano le cavalcate tra le onde dei surfers mentre i testi erano orientati ad esaltare il mito “car, surf and girls” della gioventù californiana del periodo.
Divertimento e spensieratezza sublimati in brani in apparenza semplici ma caratterizzati da complessi intrecci vocali dai titoli “estivi” come “Surfin’ U.S.A”, “The Warmth Of The Sun”, “California Girls” e l’esemplare “Fun, Fun, Fun”.
Avevo una vecchia raccolta da qualche parte, ma ad onor del vero poche volte era stata messa sul piatto.

Come sia stato, come non sia stato, nella beata estate del 1991 ero in preda ad uno dei miei periodici Momenti Magici* e quale miglior colonna sonora poteva farmi da cornice se non una nuova raccolta (questa volta su cd) dei Ragazzi Da Spiaggia?
Il destino volle che in mezzo ai tanti hits che già conoscevo e che in quel momento ascoltavo comunque con buon piacere, ci fosse la straordinaria “Good Vibration”.

Prima della fine dell’estate avevo in casa tutta la produzione del gruppo californiano: consumai letteralmente sul piatto lo strepitoso “Pet Sound” (che acquistai sia in vinile che in compact), restai a bocca aperta innanzi alle meraviglie dei tardivi “Surfs’Up” e “Holland”,
Si, cascai anche nella spirale del collezionismo e di lì ad un anno diventai un buon esperto dei Beach Boys, scrivendo della loro musica anche su qualche fanzine di tanto in tanto.

Poveri Beach Boys, considerati già vecchi e demodé all’indomani del 1967 quando il più anziano di loro aveva 26 anni e il più giovane 21!
In quell’anno la musica californiana cambiò definitivamente registro e i nuovi (acidi) cantori del nuovo periodo (dell’Acquario) avevano nomi strambi come “Grateful Dead”, “Jefferson Airplane” e “Quicksilver Messenger Service”.
La loro popolarità cadde a picco ma i loro dischi continuarono ad essere sempre di buon livello, quando non eccellente come nei titoli citati poco sopra.
A poco valsero i loro tentativi di darsi un’immagine più consona ai tempi di Woodstock, frustrati dalla Capitol, che continuava a proporre vecchie antologie “da spiaggia” con i successi dei primi tempi ed in fondo dal loro stesso nome.

Grande musica per grandi momenti.
Beccatevi ancora questo Brian Wilson nel 2004:

E ricordate che per l’estate, oltre a porre orecchio agli ormai settantenni Ragazzi Da Spiaggia, potete pur sempre scorazzare per la riviera con la Citrolina vintage spiaggesca per eccellenza:

Votre Marietto

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